MAX - voce e chitarra Il compito di interpretare Bono sul palco in una Tribute-Band è una delle imprese più difficili per qualsiasi cantante. Ti vai a confrontare con un mito vero del Rock, un poeta ed un artista a 360 gradi dalla personalità immensa, dalla voce unica e dall'incredibile carisma. Max lo fa - con grande rispetto e autentica passione - dal 1993,vale a dire dalla fondazione degli Achtung Babies, dai quali si e' separato nell'estate del '99. Dopo di allora ha ripreso a tempo pieno l' attività live come cantante degli OUTLANDOS, la Tribute-band dedicata ai POLICE, il primissimo amore che non si scorda mai! "Il primo disco degli U2 che acquistai fu "War", nel 1983. Ne rimasi assolutamente folgorato. Fu come uno schiaffone sulla faccia. Fu come se prima di allora avessi dormito un sonno profondo, fatto di mille sogni musicali bellissimi, ma senza nessun rapporto con la realtà. Fu quel risveglio improvviso a spingermi - già dal 1986 - ad inserire le canzoni degli U2 nei concerti della mia band di allora. Se non sei un vero fan degli U2, se non li senti scorrere nelle vene, non puoi neanche pensare di metterti alla prova e sfidare te stesso, rendendo omaggio nientemeno che a Bono - il più grande di tutti! - ed affrontando tutti i rischi del caso e le eventuali figuracce! Ci vuole tanta incoscienza e al tempo stesso passione pura, studiando e ristudiando tutto nei minimi dettagli, spinto da quella molla interna che ti deve far sempre tenere presente che una Tribute-band è innanzitutto un atto d'amore, e che mai e poi mai, nemmeno per un secondo, si deve avere la stupida presunzione di credersi una vera rockstar,!" GIANNI - basso e voce "Il mio primo contatto autentico con la musica degli U2 risale alla prima metà degli anni '80, quando la New Wave britannica travolse improvvisamente i cuori di tutti noi innamorati di un certo tipo di Rock romantico e battagliero. La mia vera passione erano i Police, ma la musica degli U2 aveva decisamente qualcosa di carismatico rispetto a tutti gli altri gruppi. Fin da allora, l'idea di dar vita ad una Tribute-band dedicata agli U2 e formata da amici mi è sempre sembrata naturale e spontanea, spinti come eravamo dalla voglia di salire su qualsiasi palco dando solo il meglio di noi, con una forte dose di sincera auto-ironia. Personalmente penso che, come U2CELEBRATION, abbiamo solo tre regole da rispettare sempre: divertimento, onestà e passione. "Quando dei vecchi amici si ritrovano dopo un po' di tempo per suonare insieme la musica di un gruppo magico come gli U2, c'è sempre e comunque un'aria di festa grande. Sia in sala prove che al sound-check o sul palco durante il concerto ti puoi veramente accorgere dell'allegria che c'è fra noi quattro, dell'ironia che facciamo su noi stessi, della mancanza assoluta di stress, della cura assoluta che mettiamo per tutti i minimi dettagli sonori, della passione che ancora brucia intatta dopo tutti questi anni. Quando, durante lo spettacolo, faccio partire il loop di "Bad", penso sempre che sto per iniziare un viaggio ipnotico al centro di me stesso, e mi lascio trasportare dal sound che tutti contribuiamo a creare. E' per momenti come questi che vale la pena essere un musicista!" ALESSANDRO - chitarra e voce "Ho conosciuto gli U2 per caso nell'estate del '93, quando le radio suonavano NUMB. A 13 anni, era in assoluto la prima volta che mostravo così tanto interesse per la musica e per un gruppo musicale in particolare.Solo in un secondo momento mi sono accorto che molte delle loro canzoni mi rimbombavano in testa già da tempo.ONE e la sua parte finale di chitarra, ANGEL OF HARLEM, PRIDE... le avevo già sentite ma non le avevo mai collegate ai loro creatori.L' anno dopo ho comprato una chitarra e ho imparato a suonarla tramite gli accordi e i riff di The Edge. Dapprima eravamo 3 amici con 3 chitarre, poi ho capito che volevo far parte di una vera band. Ed ora quando salgo sul palco insieme agli altri 3mi sento nel mio piccolo come The Edge,quando si esibisce di fronte a migliaia di persone
Adam Clayton è negli U2 il vero ago della bilancia, il saggio, l'uomo la cui parola è sempre ascoltata con attenzione da tutti, perché non lo sentirete dire mai una cosa fuori posto che non sia stata ponderata almeno cento volte. In questa band di amici - proprio come lo sono gli U2 - ci piace pensare che Gianni abbia esattamente lo stesso ruolo, sempre equilibrato nelle scelte musicali e nei commenti, e sempre così straordinariamente partecipe e attivo sul palco. Bassista fondatore degli Achtung Babies dal 1993 fino al 2001, compositore, arrangiatore e fotografo professionista, è ora impegnato in importanti progetti musicali e multimediali assieme a diversi artisti emergenti italiani.
STEFANO - batteria
E' il vero motore della band, l'instancabile treno hard-funky capace di trascinare il sound fino oltre il limite dell'impossibile. Un musicista ancora giovane ma completo e preparatissimo, appassionato e a volte persino maniacale nello studio del drumming molto personale e particolare di Larry Mullen jr. Le sue collaborazioni artistiche al di fuori di U2CELEBRATION sono tantissime e tutte di grande prestigio, da Max Gazzè ai Grandmothers (la mitica band di Frank Zappa!), passando dagli Achtung Babies (per ben 4 anni!) per finire ai DB Boulevard, dominatori delle classifiche europee. Ma le sue pregevoli e indiscutibili qualità tecniche sono solamente uno dei mille motivi per cui Stefano siede orgogliosamente al comando della sala-macchine del gruppo. Un grande punto di riferimento per tutta la band, innanzitutto.
E' l'ultimo arrivato nella band, ma solo in ordine di tempo, poiché ha già fatto capire ampiamente di che pasta sia fatto. Ha sicuramente la responsabilità più grossa per quel che riguarda il sound del gruppo, quella di riprodurre quanto più fedelmente possibile le meraviglie sonore create da The Edge anche grazie a miliardi e miliardi di preziose chitarre, potenti amplificatori e sofisticatissime tecnologie d'avanguardia. Il confronto diretto con il Grande Maestro Irlandese non è certo dei più facili - vista l'ovvia differenza di mezzi a disposizione - ma Alessandro si difende alla grande, sfruttando tutte le sue indubbie qualità tecniche e la sua passione per la ricerca elettronica, oltre alla sua voglia di mettersi sempre in discussione per migliorarsi.
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